triaena

Home Profilo Portogallo I nostri programmi Le condizioni generali Le assicurazioni Contatti
Triaena Tours Italia
Le Nostre Proposte
triaena
Servizi

ALENTEJO

triaena

In Alentejo il sole è più luminoso. Lasciatevi incantare dalla sua luce, esplorando la natura della regione. Passeggiate nella Serra d’Ossa o esplorate il Parco Naturale della Serra de S. Mamede. Nell’estuario del Sado, scoprirete un habitat unico e lungo i bacini percepirete la quiete delle sue acque. Partite alla scoperta della costa, lungo l’arenile che unisce senza interruzioni Tróia a Sines; la vostra avventura continuerà in un ambiente più selvaggio, con angoli idilliaci nascosti tra le falesie. Riscoprite il passato dell’Alentejo in un itinerario che tocca le rovine di São Cucufate e Pisões, passate dal Neolitico al Medioevo nel circuito archeologico di Castro da Cola e addentratevi tra le Rovine di Miróbriga. Esplorate l’identità alentejana celata in ogni punto delle coperte di Arraiolos, nei decori di marmo, nei purosangue lusitani o nel vino e nel pane della regione, deliziosi. A Beja, penetrate nei segreti della pianura e a Marvão salite al “nido dell’aquila”. Sull’ Alqueva e sul Guadiana lasciatevi incantare dalle storie della frontiera e delle terre rivierasche e a Campo Branco osservate la ricchissima avifauna delle steppe. Se però cercate qualcosa di più avventuroso, non rimarrete delusi: l’Alentejo è anche lo scenario ideale di numerose attività all’aria aperta. Potrete percorrere la regione a cavallo o in bicicletta, o credere di esplorare una savana africana in un safari in pieno Alentejo. Vivete intensamente l’Alentejo, senza dimenticare le sue delizie gastronomiche. Assaggiate i formaggi di Serpa, Évora e Nisa; seguite la strada dell’olio visitando frantoi e cooperative e collezionate erbe e aromi regionali. Infine, come dessert, assaporate il cielo in terra, provando i divini dolci conventuali.

Le città del marmo

Lo scisto rappresenta la pietra più comune dell’Alentejo, ma, dalle parti di Alandroal, Borba, Estremoz e Vila Viçosa, si sposa con un ricco filone di marmo ed è questo il vero re della zona, detta, appunto, Zona dos Mármores, autentico museo naturale. Ne capirete in fretta la ragione, avvistando le impressionanti cave e passando per questo centro abitato dove palazzi e chiese, residenze nobiliari e case modeste, e persino taverne e lastricati sono rivestiti in marmo. Cominciate il vostro giro da Estremoz, città dall’ammaliante stile barocco. Apprezzate i dettagli dell’antica Armaria Real, oggi una “pousada”, della Igreja de São Francisco e del monumentale Lago do Gadanha a Rossio. Fate un salto al bel Café Águias d'Ouro e visitate anche il Palácio Tocha, con i suoi pannelli di azulejos relativi alla guerra d’indipendenza. Percorrete le stradine della zona medievale del castello e apprezzate l’arte degli scalpellini nei loro laboratori. Continuate quindi per Borba, dove il simbolo locale è la bella Fonte das Bicas, e, dopo una passeggiata per le strade dalle case ornate di marmo, provate i manicaretti e il buon vino della zona nelle molte taverne tipiche. A Vila Viçosa, vi imbatterete nei lavori in marmo delle facciate delle chiese, dell’imponente palazzo ducale, del Convento dos Agostinhos e quello di Chagas. Approfittatene per conoscere tutto ciò che riguarda il marmo nel recente Museu do Mármore, situato in un’antica stazione. Proseguite quindi per Alandroal, dove osserverete la bella disposizione degli edifici, il contrasto fra il castello di scisto e il marmo di una bella fontana secentesca. Molto vicino, visitate le storiche Terena e Juromenha, entrambe con castelli medievali, sospese in una calma atemporale.

La rotta degli affreschi

Un viaggio attraverso la pittura muraria portoghese e la cultura dell’Alentejo Accettate l’invito: la rotta degli affreschi propone un viaggio differente attraverso il patrimonio religioso di Portel, Vidigueira, Alvito, Cuba e Viana do Alentejo. L’obiettivo è svelare un segreto molto ben custodito: la pittura muraria delle chiese del Portogallo meridionale L’immagine più comune della decorazione delle chiese, soprattutto a nord, sta nella profusione di intagli dorati e di azulejos, ma, a sud la tradizione è quella, più sobria e semplice, degli intonaci bianchi, colore caratteristico delle città e dei villaggi dell’Alentejo. Per questo la rotta degli affreschi risulta sorprendente, scoprendo che sotto la calce bianca esiste una pittura muraria nascosta da secoli e che pone questi monumenti religiosi in una nuova luce. Realizzati nei toni del paesaggio dell’Alentejo con pigmenti naturali – blu cobalto, Magenta e giallo ocra – le pitture murarie avevano la funzione di trasmettere al popolo un messaggio religioso di facile comprensione. Fatte realizzare nel corso dei secoli da fratellanze, confraternite o piccole parrocchie di provincia, costituirono il tipo di decorazione più diffuso tra i secoli XV e XIX. I monumenti sulla rotta degli affreschi rivelano pitture di grande qualità, ma anche curiose interpretazioni popolari. Osservando con attenzione, sarete sorpresi dal vedere mani con sei dita, cavalli dallo sguardo umano o spade troppo corte, adattate allo spazio. Durante l’escursione potrete assaggiare i prodotti tipici della gastronomia dell’Alentejo e avere un’opportunità diversa di conoscere usanze e tradizioni locali. Seguite la rotta degli affreschi e scoprirete un segreto molto ben celato della storia dell’arte portoghese.

Archeologia in Alentejo

In una regione famosa per le sue pianure dorate, i monumenti, dalla preistoria al periodo romano, sono una tappa obbligata. Tutto ha inizio nelle vicinanze di Èvora, dove le incisioni rupestri della Grotta dell’Escoural e l’enigmatico Cromeleque dos Almendres vi trasporteranno fino al tempo dei primi insediamenti della zona, 25.000 anni fa. Percorrete le strade secondarie, fino alla sorprendente villa romana di São Cucufate, tra querce da sughero e lecci. Approfittatene per gustare la gastronomia alentejana, che raggiunge la perfezione nella scuola di cucina del Refúgio da Vila, a Portel, e scegliete un Monte alentejano per passarvi la notte. Nei pressi di Ourique, fate il Circuito de Castro da Cola, 30 luoghi da visitare intorno al fiume Mira, un'altra località perfetta per rinfrescarsi o fare una passeggiata in barca. In direzione della costa, visitate le rovine della città romana di Miróbriga, dove si trova l’unico ippodromo completo del paese. E nello scoprire questi siti archeologici unici, lasciatevi avvolgere dall’immensità del paesaggio alentejano Tutto ha inizio nelle vicinanze di Èvora, dove le incisioni rupestri della Grotta dell’Escoural e l’enigmatico Cromeleque dos Almendres vi trasporteranno fino al tempo dei primi insediamenti della zona, 25.000 anni fa. Percorrete le strade secondarie, fino alla sorprendente villa romana di São Cucufate, tra querce da sughero e lecci. Approfittatene per gustare la gastronomia alentejana, che raggiunge la perfezione nella scuola di cucina del Refúgio da Vila, a Portel, e scegliete un Monte alentejano per passarvi la notte. Nei pressi di Ourique, fate il Circuito de Castro da Cola, 30 luoghi da visitare intorno al fiume Mira, un'altra località perfetta per rinfrescarsi o fare una passeggiata in barca. In direzione della costa, visitate le rovine della città romana di Miróbriga, dove si trova l’unico ippodromo completo del paese. E nello scoprire questi siti archeologici unici, lasciatevi avvolgere dall’immensità del paesaggio alentejano.

Évora

Ritagliata nel largo orizzonte della pianura dell’Alentejo, Évora conserva tutta l’intensità di uno splendore culturale che la rende una città unica Al suo interno, vi attende un mondo di contrasti inaspettati: labirinti di strade, piazze inondate dal sole, fontane rinascimentali, cortili moreschi, portali gotici, belvederi, e, ovunque, l’eco di memorie storiche antiche di oltre due millenni. Dell’epoca romana sono rimasti il grazioso tempio, le mura e le terme; della “yeborah” musulmana, la pianta urbana del quartiere della Muraria. Conquistata sotto D. Afonso Henrique, di rimando conquistò il cuore dei re portoghesi che lì risedettero. D. João II la scelse per i festeggiamenti in occasione del matrimonio del suo erede con la figlia dei Re Cattolici, i più fastosi dell’intero tardo medioevo. D. Manuel I stabilì la sua corte ad Évora, come anche João III. L’alta nobiltà seguì i sovrani e costruì lussuosi palazzi come quello dei conti di Basto e quello dei signori di Cavadal. Fu in questo periodo che venne eretto il palazzo reale, in cui il gotico si fonde con l’influenza decorativa dell’Islam, e i grandi conventi, come quello di S. Francisco, con una delle più ardite chiese del Portogallo. Fu l’età dell’oro di una città che attirò artisti dalle Fiandre, dall’Italia, dalla Spagna, contribuendo ad aumentarne ancor più lo splendore.Maestri della cultura umanista, venuti da Salamanca e Parigi, accorsero presso l’Università, fondata nel 1553 e ancora oggi attiva. Per le tante vestigia del suo passato glorioso, l’UNESCO ha dichiarato la città Patrimonio dell’Umanità.

Marvão

Il suo castello è tanto alto che, dalle sue torri e dai suoi bastioni "potete guardare negli occhi gli uccelli che volano più in alto" Man mano che si sale per i boschi della Serra de S. Mamede, il poderoso castello e la sua fortezza si stagliano sempre più nitidi. Il piccolo convento gotico di Nossa Senhora da Estrela e una bella gogna in marmo, sono il primo incontro con il patrimonio storico di Marvão. Continuando la salita, la città si svela progressivamente: stradine e angoli pittoreschi; finestre gotiche; balconi in ferro battuto; portali rinascimentali, come quello della chiesa dell’Espírito Santo,o gotici, come quello della chiesa di Santiago; scudi e sfere armillari di D. Manuel I; e, infine, la Câmara Municipal. Nella chiesa di Santa Maria, trasformata in museo, i reperti archeologici aiutano a ricostruire la storia di questa regione e dei diversi popoli che vi giunsero, attratti dalla sua ricchezza naturale. Si arriva infine al castello, dove si è ricompensati da una vista che gli aggettivi “bella”, “ampia” e “limpida” non riescono a descrivere. Ma questa splendida località vanta una storia celebre in tutto il Portogallo: le rocce circostanti, quasi inaccessibili, rendevano questa piazzaforte "la più impossibile da conquistare di tutto il regno", e, nel corso dei secoli, furono apportate progressive migliorie militari. Dalla sua conquista, nel 1116, da parte di D. Afonso II, è passata attraverso le guerre di restaurazione della corona tra Portogallo e Spagna del XVII secolo, per essere oggi, finalmente, un luogo di pace e bellezza.

Arraiolos

Venite a conoscere la storia della fidanzata avvolta in un tappeto e di un’altra che non riuscì mai a sposarsi. Lasciate che lo sguardo spazi fin sull’alto della collina dove sorse, nel XIV secolo, il Castelo de Arraiolos. Unite le case bianche, liberamente imbastite sulla tela del pendio, con il fiume ai loro piedi e percepirete il romanticismo che pervade questa cittadina. Il romanticismo è ovunque: nelle rovine del castello e delle sue mura; nella leggenda della fidanzata che, dopo anni di attesa, arrivò alle nozze avvolta in un tappeto; o in quella di un’altra fidanzata che, per disgrazia, non riuscì mai a sposarsi. Nel bel palazzo della Sempre-Noiva (dei secoli XV e XVI), vicino alla città, che questa leggenda invoca. E, chiaramente, nel tradizionale lavoro, antico di oltre cinque secoli, di generazioni di ricamatrici che, per arte e per amore, crearono tappeti di fama mondiale, eredità originaria degli artigiani arabi espulsi da Lisbona. Esistono una decina di produttori e molti luoghi dove ammirare e poter comprare queste opere d’arte. Apprezzerete, nell’edificio dell’autarchia, una collezione di arazzi e le creazioni del pittore locale Dórdio Gomes. E, già che siete in centro, nella tranquilla Praça Lima e Brito, ammirate ancora le semplici case antiche, il palo della gogna, l’Hospital do Espírito Santo con il bel portale manuelino della sua cappella e, vicino, la Igreja da Misericórdia, decorata di azulejos, la nobile Casa dos Arcos e la chiesa principale, nata gotica e successivamente decorata in stile manuelino. All’entrata della città, nella Vale Formoso, non potete mancare la visita al Convento dos Lóios, oggi tarsformato in una “pousada”, una costruzione del XVI secolo, rivestita con pannelli di azulejos di uno storico colore blu.

Turismo nei villaggi dell'Alentejo

Passeggiate tra i castelli e i villaggi dell’Alentejo, dove il tempo e lo spazio di cui avete bisogno per passare qualche giorno in totale relax sono una realtà. Dirigetevi verso sud, passando per strade secondarie. Il pretesto di questo viaggio è visitare villaggi e borghi che ancora mantengono vivi usi e costumi tradizionali e prodotti regionali di qualità. Ambienti tranquilli, dove avrete il tempo di riposarvi, apprezzare la natura e conoscere il patrimonio architettonico. Lasciatevi catturare dalle storie dei monaci cavalieri di Flor da Rosa, apprezzate il paesaggio in cui è incastonato il castello di Èvoramonte e passate alcuni giorni nel villaggio di São Gregório. Passeggiate in bicicletta a Telheiro, ascoltate i canti alentejani a Pias e tuffatevi nel mare subito dopo Santa Susana. Solo alcuni suggerimenti per passare il tempo. Iniziate da uno qualsiasi o metteteli in pratica tutti. Ma soprattutto non dimenticatevi di trascorrere qualche giorno nella tranquillità dell’Alentejo. Per riposare, in tutti i villaggi troverete l’ospitalità dell’agriturismo e una gastronomia che si basa sui sapori della terra.

Il villaggio di São Gregório

Da lontano è un piccolo borgo dell’Alentejo, ma da vicino sembra un villaggio giocattolo, con le case strette le une alle altre. A São Gregório, le case si sono trasformate in luoghi accoglienti dove trascorrere qualche giorno in tranquillità. Ognuna ha il nome dell’antico padrone o della bottega che un tempo vi si trovava. La Casa di Zé, la Casa del Forno o quella del Panificio vi daranno la sensazione di vivere in un villaggio. Tutto sembra piccolo, ma questo è parte del suo fascino. Per il resto, c’è la piccola cappella e la vicinanza della Serra da Ossa e gli estesi vigneti a marcare il paesaggio. E’ una località ideale per le escursioni. Montate in sella e andate fino al vicino villaggio di Rio de Moinhos per assaggiare il formaggio artigianale o per deliziarvi con il miele, l’olio e l’agnello che occupa il posto d’onore nella gastronomia locale, e accompagnate il tutto con il vino di Borba, prodotto nelle vigne che vi circondano. Spingetevi più in là: Estremoz, Vila Viçosa, Ridondo e Alandroal sono località storiche che vale la pena visitare

Il villaggio di Flor da Rosa

Un nome poetico per un villaggio nato in prossimità di un grande monastero, un tempo sede dell’Ordine di Malta. Con l’estinzione dell’Ordine, rimasero un borgo tranquillo e il monastero di Flor da Rosa con i suoi merli simili a quelli di un castello. Scrupolosamente restaurato come pousada, mantiene tutt’ora quella bellezza austera donatagli dai monaci cavalieri. Prendete lenta confidenza con il villaggio e scopritene l’antica fonte, il piccolo palazzo del XVII secolo dove è possibile pernottare, e gli artigiani specializzati nella lavorazione del granito. In un ambiente rustico o più sofisticato, avvicinatevi alla gastronomia locale, scoprite cosa sono il “sarapatel” o il “tecolameco”, nomi che richiedono di essere accompagnati da un vino di Portalegre. Se amate i cavalli, allora non potete mancare una visita alla Coudelaria de Alter do Chão, dove si allevano i purosangue lusitani. Spingetevi più lontano, a Portalegre, e nel parco naturale della Serra de São Mamede, dove la natura saprà fornirvi un’ottima scusa per passeggiare.

Il villaggio di Santa Susana

Santa Susana è una piccola località che richiama l’attenzione con le case tutte uguali dalle rifiniture blu brillante. Sembra un antico borgo rurale, ma sappiate che queste strade geometriche e le case tutte uguali non sono un caso. Costruite oltre un secolo fa, sarebbero dovute servire da alloggiamento temporaneo per i braccianti agricoli, che finirono invece per restare. Oggi è una tranquilla città dell’Alentejo dove si può assaporare la gastronomia locale e conoscere l’artigianato in legno di salice e corteccia. Se amate stare all’aria aperta, uno dei bracci della diga di Altar do Pego si trova molto vicino e lì potrete praticare sport nautici, pescare o, semplicemente, fare lunghe camminate sulla riva e vedere le cicogne indaffarate tra bambini e risaie. Girate per la regione, ad Alcácer do Sal, punto di incontro con la riserva naturale dell’estuario del Sado e non ripartite prima di essere andati in spiaggia e aver fatto un tuffo nell’oceano.

Il villaggio di Évoramonte

Da lontano, il castello di Évoramonte sembra sospeso sull’orizzonte, mentre la Serra da Ossa e un’immensità di querce da sughero e oliveti completano lo scenario. Se siete in cerca di tranquillità, ad Évoramonte la troverete. Dentro alle mura, due pacifiche strade costituiscono il villaggio: al centro, nel punto più alto, si staglia la grande torre, del secolo XVI, avvinta da tre corde di pietra che girano attorno al monumento e si concludono in un grande nodo. Assaporate la gastronomia locale in uno dei tre ristoranti, affacciati sul paesaggio, o nella parte nuova della cittadina, oltre le mura. Approfittatene e fate un giro in bicicletta, e, per apprezzare meglio la regione, alloggiatevi comodamente in uno degli agriturismi circostanti. Non tralasciate il patrimonio architettonico di Estremoz o di Évora, due città dell’Alentejo che vi conquisteranno.

Pias

Sulla linea dell’orizzonte appaiono le piccole case di Pias, tra cui spicca la torre dell’orologio. La vera scoperta, in questa simpatica cittadina di case bianche, è chi ci vive. Tendete l’orecchio e, se vi capita l’occasione, ascoltate il canto tipico dell’Alentejo, cantato da voci maschili, al ritmo dei piedi battuti a terra. Qui, inoltre, sarà possibile trovare oggetti in ferro battuto e in legno, fatti da mani pazienti. In questa terra ricca di pane, olio e vino, provate una gastronomia fatta di prodotti semplici, come la zuppa di puleggio, i funghi o la ribollita di cavolo, ma, se preferite, il maiale nero e la cacciagione sono altrettante specialità. A qualche chilometro, la piccola città di Brinches è la patria del formaggio e degli insaccati, preparati secondo tradizione; ma sostate poi tra Moura e Serpa, terre con un importante patrimonio e che offrono anche un buon pretesto per un’escursione.

Le rovine di Miróbriga

Situata vicino al mare, all’incrocio di quattro direzioni strategiche (tra Sines, Beja, Alcácer do Sal e Lagos), Miróbriga fu, nella sua epoca aurea, un luogo di pellegrinaggi e devozioni. Oggi è uno dei tesori che i romani lasciarono come segno del loro passaggio, e meta di una visita obbligatoria. Tra le rovine della città romana, potrete scoprire l’unico esempio esistente in Portogallo di un antico ippodromo – dove si svolgevano le corse dei carri trainati da cavalli, come quelle del film "Ben-Hur". Le corse erano uno spettacolo per il grande pubblico, che attraeva visitatori da terre lontane, e sappiate che giunse fino a Roma l’eco delle imprese di corridori come Caio, Apuleio e Diocles, e della foga dei cavalli lusitani. Proseguite fino al foro (la piazza pubblica, centro politico-amministrativo e religioso) e immaginate come doveva essere il tempio principale dedicato al culto imperiale, o un altro dedicato a Venere. Zone di commercio, bagni pubblici, un sistema di fognature – non è difficile visualizzare una città brulicante di vita, che toccò il suo massimo splendose nel I secolo. Osservate i due edifici delle terme, eccellentemente conservati, un ponte e molte altre cose, che resero Miróbriga una città famosa, di cui scrisse Plinio il Vecchio, pensatore romano del I secolo, autore di una ben nota "Storia Naturale".

L’insediamento di Castro da Cola

Nell’insediamento di Castro da Cola troverete poche vestigia romane, ma un’eredità musulmana interessantissima e tracce cristiane di epoca medievale che la rendono meritevole di visita. Intorno a Castro da Cola, a Ourique, circolano leggende spettrali, di tesori e di bellissime donne arabe, in un paesaggio che ancora porta i segni di un’antichissima presenza umana. Tra la scoperta di antichi insediamenti e monumenti funebri, seguite il circuito archeologico e viaggiate in poche ore dal Neolitico al Medio Evo, passando attraverso l’Età del Bronzo. Per cominciare, necropoli dell’Età del ferro o insediamenti della stessa epoca: sono 15 le soste selezionate fra i 30 siti archeologici conosciuti nella regione, in un percorso pensato per permettere di immaginare come vivevano i nostri antenati. Agricoltura, caccia, pesca sono molte le attività che si svilupparono, determinando l’occupazione permanente di questa terra fertile, dominata dal Rio Mira. In questa zona, patrimonio unico per la conoscenza della nostra storia, approfittatene anche per visitare l’eremo di Nossa Senhora da Cola, che tutti gli anni si riempie di pellegrini che lì si recano per adempiere ai voti promessi.

La "villa" romana di Pisões

A due passi da Beja, le rovine di Pisões, con i suoi mosaici vecchi di 20 secoli, sono uno dei siti archeologici che attestano l’antichissima tradizione rurale dell’Alentejo. Nella "villa" di Pisões, con la sua architettura tipicamente romana, organizzata attorno ad un peristilio (patio centrale con colonne), è inevitabile sentirsi trasportati ai primordi della nostra era e tentare di immaginare come vivevano quotidianamente i suoi abitanti, quali mani toccavano queste pareti, quali sentimenti le muovevano. Fra queste rovine di un importante centro di sfruttamento agricolo, volto all’approvvigionamento della Pax Iulia, come era la zona di Beja dal I al IV secolo, si distingue una "pars urbana": la zona dove risiedevano i proprietari. Nella "pars rustica" e la "pars fructuaria", si trovavano le abitazioni dei lavoratori, mentre i granai e frantoi sono ancora da riportare alla luce. Fu per caso, a seguito di lavori agricoli, che nel 1967, venne scoperta la "villa". I mosaici – monocromi e policromi, a motivi geometrici o naturali – che rivestono i pavimenti dei più imporatnti fra i 40 locali della "pars urbana" sono, già da soli, una ragione sufficiente per visitare Pisões, situata a Herdade de Algramaça, a pochi chilometri da Beja. Nelle vicinanze, non dimenticate di visitare la diga romana, un tempo essenziale per mantenere in funzione le bellissime terme, con un ipocausto (struttura sotterranea di riscaldamento) estremamente ben conservato, e la meravigliosa piscina di lunghezza olimpionica.

La “villa” di São Cucufate

Vi piacerebbe immaginare come vivevano i romani in una zona rurale, nel IV secolo? A Vila de Frades, nel distretto di Vidigueira, il sito archeologico di São Cucufate è il luogo ideale da visitare. I resti di una vasca che in altre epoche fu una piscina, terme dove già si separavano zone di acqua calda, tiepida o fredda, aree frondose destinate a giardini – le rovine di S. Cucufate sono testimonianza della ricchezza di una "villa" (centro di riferimento di un’area agricola) romana. L’edificio principale, affiancato da due torrioni, mostra un ottimo stato di conservazione, forse spiegata dall’occupazione del luogo lungo i secoli, anche dopo la caduta dell’Impero romano, nel secolo V. In seguito, nell’Alto Medioevo, fu qui fondato un monastero dedicato a S. Cucufate, da cui il nome della località. Sebbene le prime costruzioni risalgano al secolo I, queste rovine sono un’eredità del IV secolo, quando grandi lavori, sulla base di un modello architettonico a due piani non molto diffuso, resero la “villa” ancora più grandiosa. Camminate per le sale a volta del pianterreno, un tempo riempite con i prodotti, frutto del lavoro della terra, e immaginatevi la residenza signorile del piano superiore. Salite per una scala moderna, che ha sostituito gli antichi gradini, e godetevi la prospettiva che i romani avevano dal loro terrazzo, orgogliosi della loro immensa proprietà in terra di Alentejo.

Turismo rurale in Alentejo

Case di calce bianca in mezzo alla campagna, spesso piccoli borghi recuperati per il turismo rurale. Assaporate il piacere di alloggiare in un monte alentejano! Alloggi unici, inseriti in un ambiente rurale e naturale, i montes dell’Alentejo sono un luogo di riposo per eccellenza. Case in calce dalle sbarre azzurre o gialle, molte volte persino piccoli borghi, in piena campagna, in mezzo alla natura, circondati da raccolti a perdita d’occhio. In Alentejo, il Turismo in Campagna va vissuto senza fretta, con la principale ispirazione architettonica data dallo sfruttamento di antichi agglomerati urbani denominati montes. Proprietà che oggi testimoniano il carattere rurale di alcuni borghi di questa regione portoghese. In Alentejo, troverete montes per tutti i gusti, molti dei quali offrono attività che riempiranno le vostre giornate di vacanza in famiglia, quali escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta, sci d’acqua in laghi e bacini. Alcuni suggerimenti: Monte do Chora Cascas (Montemor-o-Novo), Casa de Peixinhos (Vila Viçosa) e Herdade da Negrita (Moura). Approfittatene inoltre per conoscere la ricchezza storica e architettonica ben conservata della regione, visitando le città di Évora, Estremoz, Vila Viçosa e Beja o seguendo a Strada dei Vini dell’Alentejo.

Pietre megalitiche

Scoprite segreti di pietra nascosti in un paesaggio e imparate come vivevano gli uomini migliaia di anni fa. I monumenti megalitici sono da sempre affascinanti per il loro significato sacro, per i rituali dei primi uomini che evocano, e per il modo in cui si stagliano nel paesaggio con la loro forma enigmatica. Nel sud del Portogallo, partendo da Évora, fate un’escursione per la regione e scoprite i monumenti megalitici meglio conservati. A Pavia, esiste un dolmen nel cuore del villaggio, ora trasformato in una cappella in onore di São Dinis. Un poco oltre, il grande dolmen di Zambujeiro, il più grande dell’intero territorio, che conserva la forma più primitiva di questi monumenti funebri. I cerchi di monoliti e i menir simbolizzano il culto della vita e della fertilità: il cerchio di Almendres è il più impressionante, composto da 95 monoliti avvolti da alberi e vegetazione; più curioso è quello di Xerez che tende a mostrare una forma quadrata. Già sulla strada di Monsaraz, cercate il menir di Outeiro: sarà facile riconoscerlo nel paesaggio, essendo un’enorme pietra di granito di circa 6 metri di altezza. Si tratta di omaggi alla forza della natura che, anche oggi, non lasciano mai nessuno indifferente.

La gastronomia dell’Alentejo

La cucina dell’Alentejo rivela la propria creatività in tutti i suoi piatti, aggiungendo loro un tocco di fantasia. L’Alentejo, un tempo, era la regione del grano. Tra i boschi di querce da sughero e olivi, grandi branchi di maiali si pascevano nella pianura. Per questo, il pane, il maiale e l’olio sono alla base di una delle più gustose cucine del Portogallo, profumata dall’aroma delle erbe di campagna. La zuppa è il piatto principale, e può anche essere servita fredda, come il gaspacho; ma il pane è obbligatorio in quella di palombo, di merluzzo, o di pomodoro e salsiccia. E, ancora, i piatti a base di maiale, lo stufato di agnello o una semplice impanata tipica dell’Alentejo: assaggiate questi manicaretti in un qulasiasi ristorante di Estremoz, Évora o Beja, o un piatto di cacciagione, altrettanto tipico di questa cucina regionale, e vi godrete un vero momento di piacere! Non meno appagante si rivela la costa, dove i pesci e i frutti di mare vantano un sapore particolare. Se non avete mai sentito decantare le qualità del pesce del sudovest dell’Alentejo, non avete idea di cosa vi perdete... Come tralasciare i formaggi e i dolci dei conventi. Tra i formaggi più celebri, quelli di Nisa, di Serpa e di Évora, ottima scusa per assaggiare un vino rosso di Borba, Redondo, Reguengos o Vidigueira. I nostri dolci... esistevano molti conventi in Alentejo e i monaci, sudando nell’impastare uova con zucchero e mandorle, innalzavano lodi a Dio!

I dolci dell’Alentejo

Nomi e definizioni celesti rivelano l’origine conventuale di molti dolci della zona, vere istigazioni al peccato. E non si tratta di un peccato qualsiasi, ma di uno dei sette mortali: la gola. Ma non dovete lasciarvi intimidire , nè perdere l’opportunità di regalarvi uno di questi peccatucci con cui l’Alentejo vi porterà sulla cattiva strada. La varietà di dolci o di torte di tradizione conventuale che si incontra in tutto l’Alentejo è immensa. Preparati a base di tuorlo d’uovo, mandorle e zucchero (o talvolta addolciti col miele), spolverati, o no, di cannella, ogni zona vanta le proprie specialità da offrire. A Évora, scoprite il “pão basto”, il “pão de rala”, il “toucinho do céu”, la “encharcada” (del convento di Santa Clara), i “morgados” e i dolci al formaggio; a Alcácer do Sal vendicatevi con la “pinhoada”; e a Beja non dimenticatevi di provare i fagotti alle uova, i pasticcini di Santa Clara, i “tosquiados” e i dolci alla ricotta. Ma ci sono ancora le torte alle mandorle di Vidigueira, le “tibornas” e le “filhós enroladas” di Vila Viçosa, il “toucinho rançoso” di Monforte, il “pão de Ló” di Montemor, i dolci rustici di Castelo de Vide, le “areias” di Sines, le torte di mele di Monforte, i “mimosos” di Crato, i pasticcini croccanti di Avis... Se vi capiterà di passare da Elvas o da Vila Viçosa, non perdete la “sericá” o “sericaia”, un dessert tipicamente locale, in cui le uova, il latte, lo zucchero e la cannella si fondono in perfetta armonia e che, fortunatamente, ancora viene cotto in un piatto di stagno, come vuole la tradizione, e accompagnato da una o due succulente prugne di Elvas da servire calde.

triaena
Biglietteria

Schede Informative


triaena
Home Profilo Portogallo I nostri programmi Le condizioni generali Le assicurazioni Contatti
Triaena Tours Italia Srl - Via Pordenone 2 - 00182 ROMA - n° REA RM 615642 - Cap. Versato € 20.000,00 - P.iva 01795391000
Powered by 3rweb.net